ma prima di arrendermi all'In-differenza (omaggio di un non-moraviano a una moraviana) pubblico altre foto : Edison, presentazione di un libro:
Serena Penni, La stanza di ghiaccio, edizioni ETS, Pisa
Il sistema non ne vuole sapere ...
mi dispiace Serena ...
sono passati anni, forse
scrivo come da una lontananza infinita
tutto è freddo in questo momento
taccio.






ecco, ho raggiunto il limite massimo della "banda mensile" (?), non posso continuare l'esperimento sulla Facies di chi scrive. D'altra parte altre pagine fanno concorrenza a queste, altre pagine strappate di diario. e invece vorrei che vivesse ancora questa creatura disperatamente viva ancora e sempre agonizzante ma mai veramente moribonda. Ancora e ancora e ancora... Riempirò dunque di flussi di coscienza zeppi di libere associazioni i post à venir ? vorrei svanire in scrittura ...

































tredici ? in tredici a tavola ? ne manca una ? ho mescolato vizi e virtù.
Concepisco un progetto di "Lettera alla mia analista sui vizi e le virtù della cappella dell'Arena" (tutto da sviluppare)
Per me ricordare significa raccordare (erano sinonimi in italiano antico).
Solo una notazione fugace (poi farò delle vere e proprie ecfrasis): sulla Fides, la terza ... che posa bovina bolsa, anzi ovina deficiente che ha. Il formato - francobollo non consente di vedere lo sguardo: è ancora più ovino (questo è un mio primo omaggio, destinato ad essere sviluppato narrativamente, alla coppia ovina dei due repleti di gratia, colmi fino all'orlo di Presente amd so on: The Empereur without a real Power and His Slave: designazione diadica e palindroma, giacché J. può occupare il posto del re e quell'altro quello del servo, oppure viceversa quell'altro (ovino fra gli ovini) il posto del re e J. quello del suo servo scemo ... (ma beninteso: "senza rancor", come in Puccini: sono in un brodo fermentato di coltura di idee e germi narrativi qui appartient au champ de l'ecfrasis, sono in piena "DESCRITTIVA").
figurae
per il momento questa può bastare.
perché Bradamante incede "larvata" ma con segni che dicono la sua disperazione ?
riflessione da fare in termini (ovviamente) di P.C. (personal criticism).
si inaridisce pure la vena della scrittura, di quella diaristica intendo. E poco o null'altro mi rimane, se è vero che solo quello mi rimane, come luogo in cui consistere. E se davvero quello spazio è il mio solo ubi consistam, allora vuol dire che sono proprio inguaiato ... sì. Mi sembra anche inutile continuare. Fino a ieri l'ispirazione era presente e rispondeva all'appello.
Torno al Sappho, c'est Moi: progetto da non mollare... cercare altre tracce della sua presenza (assenza). così nascosta, voyeuse dietro un cespuglio o un paravento o un tramezzo. Ecco perché è difficile trovare altre riscritture ...
alternativa al larvatus prodeo
(Saffo non ha maschere, o almeno così mi sembra: mi sembra cioé che la sua posizione sia diversa da quella di chi incede con una maschera sul volto) - C'è ancora molto da dire, molta riflessione da produrre sul complesso cui (ridicolo che sono) ho dato il suo nome... e da solo non posso farcela...
un journal di ricerca epistemo-sentimentale