Torquato Tasso (1544-1595)
"Vattene pur, crudel, con quella pace
che lasci a me; vattene, iniquo, omai.
Me tosto ignudo spirto, ombra seguace
indivisibilmente a tergo avrai.
Nova furia co' serpi e con la face
tanto t'agiterò quanto t'amai;
E s' destin ch'esca del mar, che schivi
gli scogli e I'onde e ch' a la pugna arrivi,
lá tra 'l sangue e le morti egro giacente
mi pagherai le pene, empio guerriero.
Per nome Armida chiamerai sovente
ne gli ultimi singulti: udir ciò spero."
Or qui mancò lo spirto a la dolente,
né quest'uitimo suono espresse intero;
e cadde tramortita e si diffuse
di gelato sudore, e i lumi chiuse.
Poi ch'ella in sé tornò, deserto e muto
quanto mirar potè d'intorno scorse.
"Ito se n'è pur", disse, "et ha potuto
me qui lasciar de la mia vita in forse?
Né un momento indugiò, né un breve aiuto
nel caso estremo il traditor mi porse?
Et io pur anco l'amo, e in questo lido
invendicata ancor piango e m'assido?"
"Inutile commentare i versi che cominciano da 'Me tosto ignudo spirto'... Cfr. Ariodante di Hande:l
Non poteva mancare quest'altra canzone...
ET MOI DANS MON COIN
(Charles Aznavour)
Charles Aznavour (France) - 1966
Lui il t'observe
Du coin de l'œil
Toi tu t'énerves
Dans ton fauteuil
Lui te caresse
Du fond des yeux
Toi tu te laisses
Prendre à son jeu
Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
Je remarque toutes choses
Et moi dans mon coin
Je ronge mon frein
En voyant venir la fin
Lui il te couve
Fiévreusement
Toi tu l'approuves
En souriant
Lui il te guette
Et je le vois
Toi tu regrettes
Que je sois là
Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
Je vois bien votre manège
Et moi dans mon coin
Je cache avec soin
Cette angoisse qui m'étreint
Lui te regarde
Furtivement
Toi tu bavardes
Trop librement
Lui te courtise
À travers moi
Toi tu te grises
Ris aux éclats
Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
J'ai le cœur au bord des larmes
Et moi dans mon coin
Je bois mon chagrin
Car l'amour change de main
*****
English version :
AND IN MY CHAIR (Et Moi Dans Mon Coin)
(Charles Aznavour / David Newburge)
Charles Aznavour - 1966
Liza Minnelli - 1973
Liesbeth List - 1976
He, he observes you from where he sits
You, it unnerves you, you lose your wits
He, he ignites you with eyes of flame
You, it excites you, you like the game
And I in my chair, 'though I hardly speak
I notice each innuendo
And I in my chair, I'm stricken with fear
At seeing the end so near
He, how to win you, views with a style
You, you continue to coyly smile
He, with his ????? ??? haunting laugh
You, only sorry that I'm around
And I in my chair, 'though I hardly speak
I see just how well he's doing
And I in my chair, I'm trying to hide
The dread that I hold inside
He, his eyes flatter, your glances touch
You, now you chatter a bit too much
He, like a gypsy, he serenades
You, you grow tipsy, your laugh cascades
And I in my chair, 'though I hardly speak
My heart's on the verge of crying
And I in my chair, my heart understands
My love is now changing hands
No, no, no it's nothing, perhaps a little tired only
Why do you ask me to "compris"
This was a beautiful evening
Yes indeed a, a beautiful evening
(Transcribed by Monique Adriaansen & Mel Priddle - June 2005)
*****
Italian version :
IO TRA DI VOI
Charles Aznavour (France)
Lui di nascosto, osserva te
Tu sei nervosa, vicino a me
Lui accarezza, lo sguardo tuo
Tu ti abbandoni, al gioco suo
Ed io tra di voi, se non parlo mai
Ho visto gia', tutto quanto
Ed io tra di voi, capisco che ormai
La fine di tutto e' qui.
Lui sta' spiando, che cosa fai
Tu l'incoraggi, perche' lo sai
Lui sa' tentarti, con maestria
Tu sei seccata, che io ci sia
Ed io tra di voi, se non parlo mai
Osservo la vostra intesa,
Ed io tra di voi, nascondo cosi'
L'angoscia che sento in me.
Lui di nascosto, sorride a te
Tu parli forte, chissa' perche'
Lui ti corteggia, malgrado me
Tu ridi troppo, hai scelto gia'
Ed io tra di voi, se non parlo mai
Ho gonfio di pianto, il cuore
Ed io tra di voi, da solo vedro'
La pena che cresce in me.
Parlato:
No, non e' niente, forse un po' di fatica..
Cosa vai a pensare, al contrario,
E' stata una magnifica serata...
Si, si una magnifica serata....
Quest'altra non poteva mancare... e sarebbe interessante fare un confronto fra la versione francese e quella italiana (anche perché io sono italiano e J francese; non metto la versione inglese, che pure esiste, per evitare l'oscenità che rimanda all'esistenza, alla sola ESISTENZA dell'aboninevole mio nemico...
ET MOI DANS MON COIN
(Charles Aznavour)
Charles Aznavour (France) - 1966
Lui il t'observe
Du coin de l'œil
Toi tu t'énerves
Dans ton fauteuil
Lui te caresse
Du fond des yeux
Toi tu te laisses
Prendre à son jeu
Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
Je remarque toutes choses
Et moi dans mon coin
Je ronge mon frein
En voyant venir la fin
Lui il te couve
Fiévreusement
Toi tu l'approuves
En souriant
Lui il te guette
Et je le vois
Toi tu regrettes
Que je sois là
Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
Je vois bien votre manège
Et moi dans mon coin
Je cache avec soin
Cette angoisse qui m'étreint
Lui te regarde
Furtivement
Toi tu bavardes
Trop librement
Lui te courtise
À travers moi
Toi tu te grises
Ris aux éclats
Et moi dans mon coin
Si je ne dis rien
J'ai le cœur au bord des larmes
Et moi dans mon coin
Je bois mon chagrin
Car l'amour change de main
*****
IO TRA DI VOI
Lui di nascosto, osserva te
Tu sei nervosa, vicino a me
Lui accarezza, lo sguardo tuo
Tu ti abbandoni, al gioco suo
Ed io tra di voi, se non parlo mai
Ho visto gia', tutto quanto
Ed io tra di voi, capisco che ormai
La fine di tutto e' qui.
Lui sta' spiando, che cosa fai
Tu l'incoraggi, perche' lo sai
Lui sa' tentarti, con maestria
Tu sei seccata, che io ci sia
Ed io tra di voi, se non parlo mai
Osservo la vostra intesa,
Ed io tra di voi, nascondo cosi'
L'angoscia che sento in me.
Lui di nascosto, sorride a te
Tu parli forte, chissa' perche'
Lui ti corteggia, malgrado me
Tu ridi troppo, hai scelto gia'
Ed io tra di voi, se non parlo mai
Ho gonfio di pianto, il cuore
Ed io tra di voi, da solo vedro'
La pena che cresce in me.
Parlato:
No, non e' niente, forse un po' di fatica..
Cosa vai a pensare, al contrario,
E' stata una magnifica serata...
Si, si una magnifica serata....
Un'ombra (Daiano - P. Limiti - R. Soffici)
È un anno che
col cuore in mano non torno da te,
la tua luce è accesa
non è ora ma che importanza ha
e scorderai stasera ancora mi perdonerai
Io ti amo più che mai e questa volta per sempre sarà
No non sei solo lassù
c'è un'ombra con te
c'è qualcuno che ti abbraccia,
che ti ruba a me
oh no, oh no
È un anno che
col cuore in mano non torno da te
e proprio oggi
che sono qui con tutto quello
che ti dovevo dire.
No, non sei solo lassù c'è un ombra con te,
la finestra già si è spenta
resto sola quaggiù.
Oh no, oh no...
"Stessa linea, stesso stile, stessa rappresentazione, stessa dimensione dell'immaginario: le canzoni di Mina che tematizzano il desiderio triangolare e la gelosia in QUESTA accezione meriterebbero di essere studiate in quest'ottica, a mio modestissimo avviso"
Dall'Ariodante di Ha:ndel, stessa scena traumatica: l'amante tradito abbandonato che legge i segni dell'adulterio e che assiste più o meno direttamente alla scena dell'adulterio E vivo ancora? E senza il ferro, oh! Dei! che farò? Che mi dite, o affanni miei? Scherza infida in grembo al drudo, io tradito a morte in braccio per tua colpa ora men vo. Mà a spezzar l'indegno laccio, ombra mesta e spirto ignudo, per tua pena io tornerò.
Dall'Incoronazione di Poppea, di Claudio Monteverdi. Libretto di Busenello.
Explication de texte:
OTTONE
Ad altri tocca in sorte
Bere il licor, a me guardar il vaso,
Aperte stan le porte
A Neron, ed Otton fuori è rimaso;
Siede egli a mensa a satollar sue brame,
In amaro digiun mor'io di fame.
"questa è una perfetta illustrazione del voyeurismo del geloso ermeneuta folle (o nevrotico?) con tendenze masochistiche. Una delle più efficaci. Ma se ne trovano altre, bellissime, in Proust, Ariosto, Boccaccio, Handel, Kieslovskij, in Lemming di ?, in Nabokov, in Mina (Un'ombra), Saffo, ecc ecc ecc.
POPPEA
Chi nasce sfortunato
Di se stesso si dolga, e non d'altrui;
Del tuo penoso stato
Aspra cagion,
Otton, non son, nè fui; il destin getta i dadi e i punti attende:
L'evento, o buono o reo, da lui dipende.
...
A te le calve tempie,
Ad altri il crine la fortuna diede;
S'altri i desiri adempie
Ebbe di te più fortunato piede.
La disventura tua non è mia colpa,
Te solo dunque e'l tuo destino (V: il tuo voler) incolpa.
"Questa è stata a lungo la posizione di Julien, soprattutto rispetto alla battuta '... non è mia colpa': affrancamento dal senso di colpa e dal principio di responsabilità. Anche se lui ha sempre avuto sulle labbra la parola (mot vide) RESPONSABILITA'...
...
Deh, non più rinfacciarmi,
Porta, deh porta il martellino in pace,
Cessa di più tentarmi,
...
"Come sopra"
POPPEA
Così, così la mia ragione
Incolpa i tuoi capprici di pazzia.
OTTONE
È questo del mio amor il guiderdone ?
POPPEA
Modestia, olà...
OTTONE
È questo del mio amor il guiderdone ?
POPPEA
...olà, non più,...
OTTONE
È questo del mio amor il guiderdone ?
POPPEA
...non più, son di Nerone.
"dialogo aspro, terribile, che mi commuove sempre, specie quando Poppea rivendica di ESSERE di un altro: cfr. gli enunciati di Julien al telefono: 'sono tuo, ma sono anche suo, ma sono anche mio': edulcorazione di un enunciato che più onestamente avrebbe dovuto suonare come la replique di Poppea: '... son di Nerone', cioé: rassegnati...
OTTONE
... Fabbrica in aria, e sopra il vacuo fonda,
Tenta palpare il vento,
Ed immobili afferma il fumo, e l' onda.
"Battuta che non necessità commento. Lacan si sarebbe divertito a commentarla da par suo (e con tutta l'antipatia del suo discours paradossale)"
Prova:
ri-appiccico quanto già postato nel precedente post, ma più ordinatamente:
Voglio mettere delle foto a commentare il tutto.
Voglio inaugurare due tre sezioni:
Incidents, su accadimenti epifanici che emergono dalla prosa del quotidiano e toccano la corda della riflessione e dell'immaginario (o del simbolico: GianoVal, aiutami tu a distinguerere). Frasi sentite per caso, incontri surreali con comparse che non rivedro' mai più, piccole epifanie e anche intermittenze (del desiderio, à la manière de RB), e ovviamente in senso proustiano: moments de Verité (attenzione all 'insidiosa parola)., momenti che hanno il potere di commuovermi. Forma da precisare in senso barthesiano: citare da La preparation du roman I et II. Ce qui "accidit" ecc
Medaglioni, dedicati a tessere le lodi degli amici, degli Altri buoni. Per contrastare il potere nefasto, pericolosamente rivalitario ed eteropatico degli Altri cattivi che mi possono fare del male (JL, ph.th.). Lode a chi amo e a chi mi ama gratuitamente. Omaggi. anche questa è una forma che Proust ha ampiamente praticato, prima di darsi alla forma lunga, al fondu del romanzo e al continuum del romanzo. Esperimento: fare dei ritratti, anche per vedere se è vero, come dice RS, che "sento" gli altri con generosità e passione, e che vado verso di loro. Nella speranza "que ce ne soit pas une histoire que je me raconte".
La carte de Tendre, già vagheggiata.
Una sezione di testi: brandelli di testi che trovo in rete e che mi servono per far avanzare il discours. Solo cose funzionali al progetto in corso d'opera.
Una sezione di articoli che ho scritto e che hanno una più o meno vaga relazione con cio' che vado esplorando: su Barthes, Proust, Jauss, Miller, Le Baccanti, Yourcenar, Giacomo Debenedetti, Venezia, ecc.
Sogni: solo qualche brandello significativo.
Schede di lettura: per esempio mi piacerebbe fare le bucce alla lacaniana Corinne Meyer, autrice di Buongiorno lettino...
un journal di ricerca epistemo-sentimentale