sulla menzogna in amore

mercoledì, 20 giugno 2007

SV-desperatioSV-caritasSV-fidesSV-fortitudoSV-incostanzaSV-infidelitasSV-injusticiaSV-invidiaSV-iraSV-temperanzaSV-stultitiaSV-spesSV-prudentia-vltredici ? in tredici a tavola ? ne manca una ? ho mescolato vizi e virtù.

Concepisco un progetto di "Lettera alla mia analista sui vizi e le virtù della cappella dell'Arena" (tutto da sviluppare)

Per me ricordare significa raccordare (erano sinonimi in italiano antico).

Solo una notazione fugace (poi farò delle vere e proprie ecfrasis): sulla Fides, la terza ... che posa bovina bolsa, anzi ovina deficiente che ha. Il formato - francobollo non consente di vedere lo sguardo: è ancora più ovino (questo è un mio primo omaggio, destinato ad essere sviluppato narrativamente, alla coppia ovina dei due repleti di gratia, colmi fino all'orlo di Presente amd so on: The Empereur without a real Power and His Slave: designazione diadica e palindroma,  giacché J. può occupare il posto del re e  quell'altro quello del servo, oppure viceversa quell'altro (ovino fra gli ovini) il posto del re e J. quello del suo servo scemo ... (ma beninteso: "senza rancor", come in Puccini: sono in un brodo fermentato di coltura di idee e germi narrativi qui appartient au champ de l'ecfrasis, sono in piena "DESCRITTIVA").  


scritto da: charlesbovary alle ore 12:24 | link | commenti (7)
categorie: giotto

Commenti
#1    21 Giugno 2007 - 19:10
 
sonon ggg, son io che parlo, son io che scrivo, con la mia voce, ma propre voix, et je n'ai pas honte... non mi spavenmta più l'oscenità del pronome io, e devo scrivere perché devo, perché sennò sto male (w.s.): prendo in prestito da w.s. quest'ultima citazione, ma al tempo stesso, anche per far contenta la mia analista, dico e grido ai quattro venti che questa voce è la mia voce, anche se il tutto resta indimostrabile ...
utente anonimo

#2    23 Giugno 2007 - 19:38
 
interessante LAPSUS:
sonon
invece di
sono:
vuol dire che non sono (io che parlo, scil.), oppure che sono per la morte, per il non, e non per i'irriducibile YES YES YES di Emerson
(sono charles b.)
utente anonimo

#3    25 Giugno 2007 - 02:21
 
Carissimo,
ma sei un vulcano in eruzione! Non ti si può lasciar solo un momento, che subito ti butti a diareggiare nelle tue dottissime risacche postalcoliche..(Se Battagliese andasse su internet, vedresti che plagi...) Forse in Francia non potrò andare, dal momento che l'amico con cui sarei dovuto partire ha avuto qualche contrattempo. Per il resto carissimo continua a scrivere, a pubblicarti, ché di quando in quando ci capito su queste tue pagine in rete ed immagino che, al di là di tutto, possa davvero essere curativo - anzi non lo immagino, per quel poco che scrivo anch'io, più o meno come processo fisiologico, ne sono convinto (capiterà di riparlarne...) Ciao, stammi bene, a presto.
mirko
utente anonimo

#4    25 Giugno 2007 - 11:23
 
scrive ch.b.:
grazie per il tuo messaggio: non so se sia terapeutica, questa modalità di scrittura, so solo che "tende" verso qualcosa ... sono molto criptico, e me ne rendo conto rileggendomi. E mi dispiace di esserlo, e anche di dare l'impressione dello "sfogo", del tono da "sfogo", intendo dire...
i due amanti repleti di gratia, ovinamente ripieni di fede speranza e carità (come un cemento che probabilmente li tiene insieme) sono due personaggi reali che (nel romanzo che mai pubblicherò) ispirano due personaggi fittizi. Sono due personaggi che si sono 'dati' in contemplazione del mondo in tale guisa. Lo 'spettacolo' del loro amore mi ha riguardato in prima persona, in un periodo della mia vita ormai remoto ... forse adesso sono alla 'giusta distanza' per poterne scrivere. C'è anche un terzo personaggio, un guru, un manipolatore, che pure è fondamentale.
Ma torno un istante alla coppia luciferina (ed ovina al tempo stesso). La cosa mi ha riguardato perché ne veniva fatta pubblicità sul blog di uno dei due... e in ogni caso io mostro da sempre una certa tendenza a mettermi nella posizione di Ariodante/Ottone/Aznavour/Saffo ecc ecc (non so se hai visto i materiali On Sappho nei post precedenti).
questi appunti mi servono, e ti ringrazio per il tuo intervento che mi aiuta a pensare narrativamente ...
g
utente anonimo

#5    26 Giugno 2007 - 15:24
 
C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.
Decisero
di
viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così
partirono tutti e
tre
con il loro asino.

Arrivati nel primo
paese, la gente commentava: "guardate quel ragazzo
>>>>quanto
è
maleducato...lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo
tirano" Allora la moglie disse a suo marito: "non permettiamo che la
gente
parli male di nostro figlio." Il marito lo fece scendere e
salì
sull'asino.


Arrivati al secondo paese, la gente
mormorava: "guardate che svergognato
quel tipo...lascia che il
ragazzo e la povera moglie tirino l'asino,
mentre
lui vi sta
comodamente in groppa." Allora, presero la decisione di far
salire la
moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino.


Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "pover'uomo! dopo
aver
lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino.
e povero
figlio. chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!
Allora si
misero
d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre
sull'asino per cominciare
nuovamente il pellegrinaggio.


Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del
paese:
sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta. gli
spaccheranno
la
schiena! alla fine, decisero di scendere tutti e
camminare insieme
all'asino. ma, passando per il paese seguente, non
potevano credere a
ciò
che le voci dicevano ridendo: guarda quei tre
idioti; camminano, anche
se
hanno un asino che potrebbe portarli!


Conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà
difficile
che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come
sei.


Quindi: vivi come credi. fai cosa ti dice il cuore... ciò
che vuoi...
una
vita è un'opera di teatro che non ha prove
iniziali... quindi: canta,
ridi,
balla, ama... e vivi intensamente
ogni momento della tua vita... prima
che
cali il sipario e l'opera
finisca senza applausi.

Charlie Chaplin
utente anonimo

#6    27 Giugno 2007 - 12:05
 
Eh, si la nostalgia. Nostalgia dell'esclusione. Escludersi ed escludere come criterio per affermare la propria soggettività. esisto se mi escludi, mi escludo perché esisto. L'importante è segnare questo perimetro. Nostalgia della luce ma cercare l'ombra, rimpianto dell'ombra se hai la luce.
utente anonimo

#7    30 Giugno 2007 - 01:46
 
ch.b. scrive:
che strani questi ultimi commenti. L'apologo dell'asino "me parle beaucoup", anche se non vedo il nesso rispetto al post cui si riferisce.
Il commento qui sopra mi inquieta, in quanto fa rintoccare una serie di parole chiave (nostalgia, esclusione, soggettività, luce, ombra, rimpianto) ma saldate in juncturae che non si lasciano afferrare così facilmente.
PENSUM: riflettere su:
"esisto se mi escludi": sembra un motto destinato a finire nel calderone "Sappho, c'est moi"
utente anonimo

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