sulla menzogna in amore

mercoledì, 15 marzo 2006

Prima impasse. Vivere un paradosso: aver capito che la relazione e' finita, accettare l'idea e al tempo stesso avvertire l'incongruenza; quello che fa senso, quello che non fa senso. Neppure oggi riesco ad essere espressivo. Ma non demordo. Non dovrei autorizzarmi a soffrire per questo, e non ne posso piu' di sentirmi dire che la vita delle emozioni funziona cosi'. La mia sfida sta interamente qui.

Ho detto in primissima battuta che voglio sperimentare la scrittura al presente e del presente, scartando il piu' possibile la retrospezione. Piccola correzione: vorrei avere il tempo la lucidita' il coraggio di travasare qui dentro tutti gli appunti che ho disseminato nei giorni scorsi su tutte le superfici scrivibili che mi sono capitate a tiro. Il mio grande modello, anche negativo, e' il R. Barthes dei Fragments d'un discours amoureux.

Premessa importante. Una delle tante possibili per far decollare questo esperimento di scrittura: ho anche detestato Barthes, dopo averlo amato, e tutt'ora lo amo e lo odio; dico meglio: gliene voglio per un solo epigrafico insopportabile enunciato: la frase che chiude (credo che sia proprio l'ultima) un testo che pero' e' postumo (e che forse lui non avrebbe pubblicato in quella forma): Incidents, Incidenti, pubblicato in Italia da Einaudi, in una bella collanina di saggistica dalla copertina rosso scuro. La certezza che, vittimisticamente, enuncia in quella pagina che non voglio riaprire: "non mi sara' forse mai piu' dato l'amore di un ragazzo". Cito a memoria, non ho il testo sottomano. Ma citare a memoria questa frase che tanto mi ha colpito ha un senso: qui non mi interessa la precisione della citazione, della lettera del testo di questo autore che pure per me e' cosi' importante. Questo non e' un articolo su di lui. Quello che mi importa qui e' di dare espressione a un mio spettro, ad uno spauracchio che si agita in zone oscure della mia coscienza, e per far questo uso Barthes come repoussoir autorevole. Questo enunciato mi fa orrore, lo sento del tutto estraneo, alieno. Me ne sento lontanissimo. Ma devo fare i conti con questo fantasma. Chiedermi perche' queste parole, e la condizione, lo stato d'animo che riflettono mi fanno orrore a tal punto. Tema: la solitudine, nella maturita'. Ma c'e' qualcosa che non mi torna. Perche' la condizione di perdita e di abbandono che sto vivendo (Julien con un altro: Julien che rinuncia a me per non dover rinunciare all'altro) rimanda a questa (falsa?) premessa ? Non dovrebbe importarmi minimamente di restare da solo, giacche' l'unica cosa che mi sembra rilevante in questo momento e' che non sto piu' con lui.


scritto da: charlesbovary alle ore 14:39 | link | commenti
categorie: solitudine, barthes, abbandono, travaso

un journal di ricerca epistemo-sentimentale

Chi sono

Utente: charlesbovary
Nome: giuseppe gg

Categorie

abbandono
abelardo
acedia
aggressione omofoba
albertine
algeri
allonimi & pseudonimi
alobertine
altruismo
analista
anestesia
angue
anti-tecnologico
appello
appel à textes
asimmetria
attesa
autocensura
autofiction
avventure erotiche
baricentro
barthes
bataille
bavardo e spirokete
biliki
blanc
boccaccio
boccace
busenello
caccia tragica
calvario
canzonetta
canzoniere
carisma
carte de tendre
carte du tendre
caruso
catastrofe
catullo
ciappelletto
cineforum
coincidenze
colpa
come il mio nemico
conflitto
confusione
consegna
copione
cuore
decameroncino
delazioni
demiurgo
dialogo umanistico
diffidenza generalizzata
dio
disperazione
dive
dogmatismo mascherato
doxa
eccentricità penosa
esperimento riuscito
eteropatia
falso profeta
fatalismo
fedeltà
fenice
ferire
festa
festeggiamenti
foto-scrivente
frammento
frammento di diario insensato
frate alberto
funghi
ganimede
garbo
gelosia
genericità
giotto
giovanna marini
girard
gli altri
horror vacui
il falso profeta
il servo stupido
impotenza
incoronazione di poppea
incubi
indifferenza
inizio
intus
ipse dixit-babbo
ipse dixit-dal dentista
ipse dixit-progetto
ipse dixit - padre
journal per lanalista
jung
kavafis
lancio del cineforum
languore
lapsus
lasciarsi morire
la creatora
lemming
lettera a diario
lettino
lettura
lucidità
madre di proust
magnanimità
malinconia
malinconia minesca
mater
maupassant
meditatio mortis
memorabilia
memoria
mentore
meta-blog
meta-discorso
metamorfosi
mimesi
mimetismo
mina-girard
m
napoli
nemico
non-morto
nonna
nonna proustiana
omaggio
onda anomala
opacità
orecchio di dionigi
osmosi
osservatorio anti-omofobo
paganesimo
panim
paralisi
parole di analisti
parole di madre
parole di padre
pasolini
pasta analitica
patimento
patire
paura
perdono
performances del cavolo
pericolo
peronel
peronella
personaggio
personal criticism
persona e personaggio
pettegolezzo autobiografico
picaresco
plagio
plass
poor butterfly
potenza
pratello
precisazione
presente
proselitismo
proselitismo mascherato
proust
provatesto
proverbi
puig
pulsioni sadiche di j
puntura
rampling
recensioni autobiografiche
referente
refugium peccatorum
registrazione
regole
regole del blog
remix litt
rigoletto
rilancio del blog
ringraziamento
ripetizione
riraccontare
ritmo
romanzo episolare
saffo
salvezza
sangue
sb
scandalo
scissione
scrittura del presente
selfish
senso di colpa
sentirsi
serpente
sette spade
sfogo
shortbus
silenzio
simultaneità
siti
solitudine
sorpresa
stereotipia
stoicismo
suicidi
test
testo-dive proustiane
testo-immagine
tilt
traccia
tragicomico
travaso
uccidere
un dolore normale
uroboros
utopia
vampirizzare
violenza
vissuto doloroso
voler scrivere

Links

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte