Detto fatto. Un amico mi ha indicato via sms la possibilità di aprire un blog (oggetto misterioso, ancora, per me) qui. Mi sono deciso a farlo. Sarà qualcosa di molto preciso; ma non voglio dare preliminarmente cartigli che condizionino la scrittura, la lettura, la rilettura. C'è un progetto, dietro questo che è, né più e né meno, un gesto disperato. Un progetto di scrittura in fieri che forse non avro' mai il coraggio di portare a compimento. Un gesto disperato, mi è scappato detto; e non torno indietro: un gesto di salvezza, voglio aggiungere: dalla disperazione alla salvezza. E' abbastanza ambizioso, ma non si tratta, almeno per il momento, di mirare ad una qualche forma di sciocca vittoria... si tratta di scrivere...
Noto subito, en passant, che, pur non essendo nuovo alla pratica della scrittura diaristica, questa mi sembra, in questo preciso istante, un'esperienza radicalmente nuova... sono solo all'inizio... écriture à me^me la vie, esperimento di scrittura a diretto contatto col presente, e questa non è una novità, per chi scrive un diario; ma l'elemento di novità su cui vorrei lavorare è indicato dalla citazione che ho appena fatto scivolare nella riga precedente: Roland Barthes, La preparation du roman, I et II, Paris, Seuil-Imec: scrivere con un'idea romanzesca in testa (autofiction), a partire dal presente: scrivere a partire dalla matière che il presente offre, senza anamnèse.
un journal di ricerca epistemo-sentimentale