Ancora sul Falso Profeta, il cui nome non può essere fatto.
Ho deciso di unire due progetti: quello ampio del decameroncino, tutto da illustrare, ancora (ma nella mia testa già abbastanza strutturato) e quello della novella su questo personaggio incubico, il cui impronunciabile nome comincia per R.
Una sezione del Decameroncino potrebbe essere una 'giornata' consacrata allo 'svisceramento' di questa storia, della matière che fa da base alla novella che ho in testa. Una sottoarticolazione: un trittico per esempio, che potrebbe comprendere tre diverse versioni della stessa matière: non della stessa storia, si badi (mammamia che linguaggio da critico dell'Ottocento che mi vien fuori). Tre novelline diverse scritte da tre autori diversi a partire dallo stesso punto, dagli stessi elementi, dallo stesso racconto orale.
E qui interviene la dimensione mixte di tutta la faccenda: la dimensione osmotica, sì: eh sì, perché vorrei che uno dei miei amici cineasti filmassero delle séances di conversazione, da cui poi trarre brandelli per scrivere la cornice, almeno all'altezza di alcuni snodi, per esempio 'intorno' al trittico sul Falso Profeta: per meglio dire: la funzione di una prise de son, oppure di un intervento anche massiccio della camera a registrare i conversari dovrebbe servire a nutrire i dialoghi della cornice e al tempo stesso come serbatoio di spunti ed embrioni narrativi che poi andrebbero sviluppati in direzioni diverse: io dovrei raccontarla alla mia maniera, X alla sua, Y alla sua e così via... non è narcisismo, è solo che penso che valga la pena di trasformare questo incubo in una storia polifonica. Sì, insomma, credo che valga la pena di scrivere e raccontare e ri-raccontare questa storia, quello che ho dovuto subire patire vivere vedere quest'estate.
Come direbbe Bataille, c'è una necessità che si impone, un "moment de rage" che detta (ditta dentro) il racconto.
Incrociamo le dita.
Prendete questo come un primo appello.
Per il resto il Decameroncino quadri-partisan è ancora tutto da pensare; vorrei che fosse il piu' accogliente possibile. Ma che al tempo stesso conservasse alcune delle belle contraintes che il Boccaccio si era dato. Le illustro in un altro post, adesso sono stanco.
Elemento essenziale: 4 parti, una gay, una lesbica, una etero al femminile, una etero al maschile, con possibilità di osmosi ... le altre regole potreste aiutarmi VOI ad elaborarle... :)) vostro giuseppe
un journal di ricerca epistemo-sentimentale